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CORBARA

Corbara lega la sua storia a quella di Nocera, inevitabilmente. Dopo la distruzione longobarda, Nocera sorse come unità di piccoli centri dislocati, non ritornando quindi all'antica conformazione ad essa data dai Romani. Corbara e Sant'Egidio dunque rimasero due entità sostanzialmente legate, fino a quando Corbara non eresse una sua chiesa, intitolata a S.Bartolomeo Apostolo: si determinò così una entità politica e amministrativa a se stante.

Nel 1510 il principe Giordano di Capua donò S. Egidio e Corbara, con territori e anime annessi, al Monastero di S.Trifone di Ravello, ma mentre con la distruzione di tale Monastero S. Egidio ritornò a far parte dell'urbe Nuceriae, Corbara continuò presumibilmente nei secoli ad appartenere alle proprietà del Monastero di S. Tritone sino alla costituzione, nel 1785, dell'Università Nocerina.

Di notevole rilevanza geopolitica per l'accesso ai Comuni fu l'apertura della carrozzabile per Tramonti e Sant'Egidio che, sicuramente, permise proficui interscambi sociali e mercantili con altre realtà, ma tolse a Corbara i vantaggi di uno splendido isolamento.

Ex cava via Acquapendente

Dal 1861 il comune di Corbara aveva programmato la costruzione di una strada "strada nuova di Corbara" tra la località di Acquapendente e quella di Boccarezza nel comune di Sant'Egidio, per immettersi sulla via Orazio che permettesse di raggiungere comodamente la via stabiana. I lavori iniziarono nel 1864 e si conclusero nel 1877. Parallelamente era in corso la progettazione da parte dell'ingegnere Giuseppe Bellotti di una strada tra Chiunzi e Pagani, per collegare l'agro nocerino sarnese e la costiera amalfitana e che doveva attraversare il territorio del comune di Sant'Egidio e Corbara, che venne però realizzata solo dopo oltre vent'anni. La location individuata è l’area dell’ex cava, permeata dalle tracce di storia della costruzione di Corbara stessa. Ecco i prodotti tipici che esporrà Corbara:

Pomodorino  di Corbara "Corbarino"
Nettarine (nocipesche);
Limoni di Corbara;
Formaggio di Corbara;
Ciliege di Corbara.

 Borgo Sala è il centro storico della cittadina che conserva ancora l'antica struttura "a corti". Le case addossate le une alle altre e le strette viuzze, che si aprono inaspettatamente su ampie corti od in luminosi e lussureggianti giardini pieni di arance e limoni, tradiscono la genesi medioevale di questa parte dell'abitato. Di pregevole fattura sono i fregi ottocenteschi che adornano i portali di alcune antiche corti. Tanti ancora, ed ugualmente suggestivi, gli scorci caratteristici di questo piccolo borgo, che va scoperto ed assaporato attimo per attimo, immergendosi partecipando alla tranquilla vita che si svolge quotidianamente nelle sue corti. Il corollario montano di Corbara è molto ricco di sentieri. Si segnalano l'Alta Via dei Lattari, le sorgenti del Grugnano e dell'Acqua delle Mosche, la grotta carsica di Caprile un tempo dimora di sanguinari briganti. Dalla cima del monte Cerreto, a 1316 metri di altitudine, si gode di un panorama mozzafiato: a sinistra il Golfo di Napoli con l'isola di Capri, al centro la valle del Sarno con il Vesuvio a torreggiare su di essa, ed a destra il Golfo di Salerno fino alla piana del Sele