Bianco Natale

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COMUNE DI PIMONTE (capofila)

Il piccolo centro di Pimonte deve il suo nome alla sua originaria definizione latina “locus qui apud montes”, ai piedi del monte S.Angelo. La particolarità del territorio è infatti quella di trovarsi a piedi del monte “a tre pizzi”, alto circa 1444 m, con il Monte Pendolo alle spalle, Il Golfo di Napoli ad Occidente, il Vesuvio e la Piana Agro-sarnese a Settentrione, e a Mezzogiorno il Monte S.Angelo e il Monte Faito. Trovandosi al Centro dei Monti Lattari Pimonte ha rappresentato sin dalle sue origini una roccaforte inespugnabile: motivo per cui durante la Repubblica Amalfitana raggiunse il massimo del suo splendore, con la fortificazione del “Castrum Pini”, il castello di Pino, che consentiva il controllo di tutta la Conca e che protesse gli abitanti dalle invasioni dei Longobardi. Le origini del comune vedono l’alternarsi di popolazioni come Saraceni, Longobardi ed altri popoli che sono passati per il posto, ricco di storia e di cultura, e che un tempo è stato meta di pellegrinaggi; in particolare ciò che attirava l’attenzione erano le chiese che sorgevano sulla Collina di Pino; anche il Re Ferdinando IV era solito recarsi a Pimonte in pellegrinaggio.
Attorno il castello furono infatti edificate le residenze di numerose famiglie nobili, tra cui la Famiglia D’Angillano che costruì la Chiesa di Santa Maria del Pino, poi danneggiata gravemente dal sisma del 1931 e del 1980: ad oggi se ne possono osservare i resti sulla collinetta di Pimonte.
La location del Presepe Vivente di Pimonte sarà la suggestiva Valle Lavatoio, così chiamata per la presenza di antichi lavatoi e che rappresenta uno dei luoghi più belli e naturali del territorio: una vegetazione molto ricca ha arricchito gli antichi sentieri che un tempo collegavano Pimonte con la Repubblica di Amalfi. Essendo un luogo incontaminato, puro ed immerso nella natura rappresenta il luogo ideale per rappresentare le scene della natività.

COMUNE DI CASOLA

Il nome originario è Casola e’Napule; il Comune è infatti conosciuto come Casola di Napoli. Posizionata sui Monti Lattari, vicina all’imbocco della penisola sorrentina, presenta un territorio collinare e montuoso insieme, arricchito da torrenti e piccoli fiumi.
Le sue origini risalgono alla guerra greco-gotica e dall’anno Mille in poi la cittadina ha subito una forte crescita economica e commerciale, prima di essere assoggettata dai popoli Normanni e Angioini che costruirono la famosa Via degli Angioini, un percorso che ancora oggi collega la piccola cittadina a Lettere. Fino al 1700 non si hanno tracce precise della storia del paese, fino a quando non ha vissuto un boom demografico che si è poi replicato nel 1900. La magia del Presepe vivente avverrà all’interno del Vicolo Cerchia, una strada dalle connotazioni fortemente ottocentesche, che ben si presta a rappresentare le scene della Natività.

COMUNE DI LETTERE

Piccolo gioiello arroccato sui Monti Lattari, del cui parco fa parte, il comune di Lettere è situato nella parte meridionale del Golfo di Napoli. La sua origine risale all’epoca romana: l’ipotesi più riconosciuta è che Lucio Cornelio Silla, durante l’attacco a Stabiae, si accampò su di una collina sopra la città stabiana costruendo un castello presso il quale gli venivano recapitate le lettere dal senato romano; da qui si pensa che sia derivato il nome della città. Altre fonti ancora associano l’etimologia del comune al termine “lattaro”, come testimoniano gli scritti di Cassiodoro e Procopio che descrivevano la zona come ideale per far pascolare mucche e pecore da cui derivare il latte. Come Pimonte, anche Lettere si legò successivamente alla Repubblica di Amalfi, responsabili della costruzione del Castello: la sua principale funzione era quella di confine e protezione da attacchi esterni. Negli anni seguenti il comune è stato nodo centrale per commerci amalfitani, ed è stato sotto il dominio degli Aragonesi fino a diventare feudo medievale e comune autonomo nel 1557; durante le fasi storiche vissute dal Comune, il Castello è sempre stato al centro di vari interventi edilizi, restaurazioni ed aggiunte. Ed è proprio nel Castello che viene messo in scena il Presepe Vivente: la sua atmosfera storica, i richiami medioevali e i colori tipici del territorio contribuiranno a rendere magico l’evento.

COMUNE DI CORBARA

Il piccolo comune di Corbara ha origini legate alla storia di Nocera, trovandosi all’interno del territorio salernitano. Le prime tracce del comune risalgono al II secolo a.C., in seguito alla distruzione di Nocera da parte di Annibale, durante la seconda Guerra Punica. Altre fonti ancora riferiscono che dopo la distruzione della città da parte dei Longobardi, Nocera risorse come piccoli centri dislocati, tra cui appunto Corbara e Sant’Egidio: i due centri furono legati alla città di Nocera fino a quanto Corbara costruì la chiesa di S.Bartolomeo Apostolo, il suo attuale patrono, imponendosi come cittadina amministrativa a sé stante. Il piccolo centro si è sviluppato negli anni intorno al suo nucleo storico, il Rione Sala: rione da scorci molto caratteristici e che sarà al centro di Bianco Natale.  La Chiesa di San Bartolomeo sarà il teatro dei Concerti Natalizi di Bianco Natale, insieme alla Chiesa di San Erasmo, famosa perché ospita due tele del seicento di Luca Giordano.

COMUNE DI SANTA MARIA LA CARITÀ

Piccolo comune di 13.000 abitanti, si trova nella piana stabiese-vesuviana; solo nel 1978 ha ottenuto l’autonomia dal comune di Gragnano. Le prime notizie della cittadina risalgono al 900 a.C., in seguito agli insediamenti delle popolazioni Osche. Il comune ha visto alternarsi popolazioni come Sanniti, Longobardi, Saraceni. Ha vissuto il suo momento storico grazie a Re Roberto d’Angiò che nel definire il Feudo di Cancelleria, stabilì come termine di confine la Chiesa di Santa Maria la Carità. Nato come territorio paludoso è grazie a Ferdinando II di Borbone che fu istituita l’Amministrazione delle Bonificazioni.

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